​IL LIBRO: Un bene prezioso


Leggere apre la mente di ogni persona. Chiaramente la lettura è di una vastità assoluta e ciò permette al soggetto di scegliere il campo che più lo attrae, lo affascina, lo interessa, sotto qualsiasi punto di vista: letterario, culturale, di notizia, ecc…

 

Sin dai tempi antichi la scrittura e, quindi, la lettura ci è stata trasmessa ed il LIBRO ne è il custode indiscusso.

Dal vecchio ‘cartaceo’ si è addivenuti ai tempi moderni: on-line, e-book, digitale.

L’interesse, quindi, del lettore si è spostato in tali settori ed il relativo mercato ne registra gli alti ed i bassi nel gradimento.

 

Ma, come tutte le cose, la tendenza dei soggetti è variabile nel tempo. Certamente con il ‘digitale’ il ‘cartaceo’ ha perso del mercato in questi ultimi anni.

 

L’America, che riscontra parte più che significativa in questo ambito, sta registrando attualmente un forte aumento della vendita del cartaceo e con la conseguente diminuzione del digitale. (leggi ‘New York Review of Books).

 

Se da un lato vi è la possibilità – oltre che un minor costo – di accedere ad una lettura, una ricerca, con il supporto delle tecnologie moderne, dall’altro vi è la soddisfazione di poter godere del possesso di un testo (magari pur con dedica dell’autore) nella propria biblioteca.

 

Quante Biblioteche annoverano (preziosi testi antichissimi) la presenza di tali opere, imperiture nel tempo e per i posteri.

 

Constatare, in questi giorni, quel che è accaduto a Napoli è un segno di anti-cultura, di inciviltà letteraria. Il signor Tullio Pironti (ex pugile professionista e poi editore) da vari anni aveva organizzato la distribuzione gratuita (oltre duemila testi di svariata tipologia).

 

Purtroppo, una ‘Montagna di libri’ (oltre 200.000) era ben custodita presso un idoneo deposito concesso dal Sindaco di Napoli De Magistris (anno 2003).

 

Quali siano state, oggi, le IMPELLENTI NECESSITA’ di riappropriarsi di tale struttura, da parte del presidente della seconda Municipalità Francesco Chirico, con relativo sgombero di quanto in esso presente (libri), no lo sappiamo. Di certo il Chirico ha preso accordi diretti con l’ASIA – Azienda Servizi di Igiene Ambientale – che ha provveduto allo sgombero di tutto il materiale ed inviato al MACERO; una indiscutibile perdita culturale.

 

Quante Biblioteche, Scuole, Associazioni e/o privati, anche al di fuori del comprensorio cittadino, avrebbe accolto con piacere molti di questi testi, e per di più senza un esborso circa l’acquisto.

 

Burocrazia, dabbenaggine e quanto altro mi verrebbe da manifestare in merito a ciò; cultura brutalmente calpestata.

 

In altre località italiane (es. Santarcangelo di Romagna) sono stati predisposti depositi di libri…per lo meno NON DISTRUTTI.

 

Si dice che in Italia si legga poco, io direi altro: non è solo il ‘leggere poco’, ma inciviltà culturale di molti soggetti – e quello del Chirico, nonostante le sue dichiarazioni in merito ne è un lampante esempio.

 

A cura di Eugenio Benetazzo

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