A Latina edilizia bloccata. Le imprese costrette ad emigrare. A Latina non c’è più lavoro.

Per il presidente Confartigianato Edilizia, Riccardo Ciotti, la causa è da individuare in un elemento in particolare: «Il Comune di Latina è fermo da ormai troppo tempo. Le concessioni sono congelate, i piani zona revocati e le sanatorie ferme. Oggi è difficile anche operare nell’ambito della rigenerazione energetica e statica del patrimonio esistente. Bisogna guardare ad un nuovo ciclo produttivo dopo la crisi passata ma necessitano segnali concreti dalle pubbliche amministrazioni».

Entrando nel dettaglio, nel territorio del Lazio, nel primo trimestre 2017, il 39,9% del totale delle imprese delle costruzioni sono artigiane, e nella provincia di Latina queste rappresentano il 38,2% del totale, contro il 43,6% della provincia di Frosinone.

Inoltre, sempre nel Lazio, gli addetti nelle imprese di costruzione sono complessivamente 120.354 di cui il 34,4% sono dipendenti delle imprese artigiane. A Latina il 44,4% degli addetti sono artigiani contro il 45% di Frosinone.

«Se andiamo a leggere i dati 2017 vediamo come nella provincia di Latina vi è una leggera ripresa del comparto edile in termine di numeri d’imprese – spiega Ciotti – Complessivamente nella provincia di Latina si registrano oltre 7.300 imprese edili di cui oltre 3.000 sono artigiane, segnando un +0,16% rispetto al secondo trimestre 2016».

Ma tutto ciò non basta . E’ necessario capire dove si vuole andare e cosa programmare per il futuro. E’ vero che ci sono stati troppe colate di cemento e spesso le regole sono state violate, ma oggi bisogna prendere decisioni importanti e coraggiose, che rispettino la legge e che, nello stesso tempo, sappiano rilanciare lo sviluppo per ridare ossigeno ad un settore trainante, rappresentato dall’edilizia.

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