Addio Aldo D’Alessio l’ultimo comunista

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Aldo D’Alessio era nato a Roma 86 anni fa. Sin da ragazzo aveva il pallino della politica ed abbracciò la fede e la bandiera del vecchio PCI. Divenne presto un personaggio importante all’interno della federazione comunista di Latina e ricoprì sempre cariche di rilievo. Poi divenne deputato per più legislature, insieme agli avvocati Angelo Tomassini Franco Luberti e Lelio Grassucci. In federazione, insieme a Maria Grazia Delibato, era l’organizzatore per eccellenza, dava sempre consigli utili, anche quando c’erano i fascisti che inveivano sotto il balcone della federazione, a pochi metri dalla Prefettura. Scriveva volantini per gli operai delle fabbriche o per altre categorie. Allora non c’erano le stampanti laser, ma dei semplici ciclostili e le mani, immancabilmente, si sporcavano di inchiostro. Latina era stata sempre una piazza di destra, ma lui non si scoraggiava mai e riusciva sempre ad infondere ottimismo. Aveva il giusto sorriso, la parola idonea per superare lo scoramento dei compagni. Aveva una naturale autorevolezza, che gli derivava dalla sua intelligenza, dalla sua cultura. La forza era determinata dalla presenza degli iscritti dei comuni dei monti Lepini: Sezze e Priverno innanzitutto , ma anche Sonnino, Roccagorga e Cori. Tutti davano una mano alla sezione di Latina che soffriva sempre, nonostante l’infaticabile Ciccio Santangelo e i contributi notevoli di Nicola Lungo, Antonio Mangione e Antonio Amodio. Aldo non si tirava mai indietro e dava tutto sé stesso, per rafforzare le radici del vecchio PCI in provincia di latina. Quanti incontri istituzionali, quanti comizi, con D’Alema , Pietro Ingrao, Pajetta. Indimenticabile quel primo maggio di sole e tepore, in piazza del Popolo, con Berlinguer e Paolo Ciofi. Aldo era sempre sul palco per dare lo slancio inziale alle manifestazioni. Ha creduto in un mondo migliore anche se, negli ultimi 20 anni tutto è cambiato, ma lui sapeva che la politica è l’arte del possibile e sapeva fare politica, accettando anche alcuni compromessi, ma sempre alla luce del sole, sempre per il bene del partito. Anche se il PCI non c’è più, lui, fino alla fine, ha creduto anche nel PD, come elemento di trasformazione, in una società che cambia continuamente. Ciao Aldo. Grazie per tutto quello che hai fatto per la società pontina. Ti ricorderemo sempre.
M.M.

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