“Angmagssalik – La dove ci sono i pesci” di Ottorino Tosti – Oltre Edizioni – pag. 168 – € 18,00 Recensione di Stefano Piermaria

Il titolo di questo libro sembra impronunciabile, ma vale la pena memorizzarlo in fretta per scoprirne le bellezze che contiene. Il titolo da anche il nome a una associazione e più precisamente a un progetto per la conoscenza, la valorizzazione e la salvaguardia del patrimonio culturale tradizionale degli Inuit dei villaggi del distretto di Angmagssalik, appunto, nella Groenlandia orientale.

Indubbiamente la Groenlandia ci appare lontana, ma è anche vero che le distanze al giorno d’oggi sono relative e allora nel frattempo vale la pena di intraprendere, attraverso le pagine del libro di Ottorino Tosti, un viaggio tra i panorami selvaggi dei ghiacciai, giganteschi iceberg e villaggi con le casette di legno colorato. La Groenlandia sicuramente rappresenta uno degli ultimi angoli immacolati del pianeta, favorevole, al di la di qualsiasi aspettativa, al richiamo di un turismo alla ricerca di nuovi mondi.

AngmagLeggendo scopriamo che a quella latitudine si può praticare il trekking, lo scialpinismo, il kayak, le uscite invernali sulle slitte trainate dai cani, le gite in barca, il bird watching estivo e l’avvistamento delle foche, l’alpinismo e la glacio-speleologia, una manifestazione estrema ed avanzata della speleologia, per la quale la Groenlandia rappresenta un mondo ancora tutto da esplorare. Il libro non è nato certo come una guida turistica, ma per far conoscere e aiutare le popolazioni che li vivono in difficoltà e che stanno perdendo la propria cultura per la pressione che il mondo occidentale esercita su di loro. Angmagssalik è tra i libri candidati quest’anno al Premio Letterario Fondazione Portus sull’Ambiente.

Ottorino Tosti è nato a Genova nel 1950. Da giovanissimo si è dedicato alla speleologia, fino agli anni ’90 quando ha cominciato a interessarsi alle grotte nei ghiacciai. Nel 2008 al ritorno dal suo primo viaggio in Groenlandia crea il Progetto ItaliAngmagssalik  per promuovere la conoscenza di questo dimenticato mondo artico. Nel 2102 il progetto diventa associazione, che egli stesso coordina in qualità di presidente, per diffondere con conferenze e mostre fotografiche la conoscenza degli Inuit.    

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