Bassa diagnostica. La strada scelta è già vecchia. A Roma 5 esemplari già operativi.

Sulla disputa per il macchinario da istallare nel centro di alta diagnostica bisogna precisare che  il Tomografo RM Prisma 3 T, scelto dall’amministrazione Coletta, è presente a Roma in 5  esemplari, utilizzati in altrettante cliniche.Dunque è tardiva ed inutile questa scelta, mentre il Tomografo Ibrido PET/RM è il macchinario innovativo per eccellenza e  che ha acquistato l’ASL di Padova. Del resto, nel congresso mondiale dei radiologi, che si è svolto a fine novembre a Chicago,  è stato ribadito che il futuro della radiologia sarà contraddistinto dai macchinari ibridi.

Ha fatto bene dunque  la presidente della provincia ad impuntarsi sostenendo che bisogna mantenere il progetto originario perché il piano B è sicuramente un ripiego, una soluzione al ribasso, che non farà bene al centro di alta diagnostica che  Latina sognava di poter realizzare.Già 5 anni fa, nella prima presentazione del progetto da costruire a Latina ,la Fondazione Roma parlava di rivoluzione, così come nell’ultimo Opening, sessione del 25 novembre,al congresso della società nordamericana di radiologia si è parlato ancora di rivoluzione.

Mauro Maulucci

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