Dopo quindici anni, arriva il “Diritto di Stampa” del dottor Enzo Bonacci di Latina

Anche questa volta è con grande soddisfazione scrivere di Enzo Bonacci, docente di Matematica e Fisica presso il Liceo Scientifico “G.B. Grassi” di Latina, a cui va tributato un giusto plauso nell’ancora conservatore e emergente panorama culturale di Latina.. Dalla lettura dei diversi articoli, connessi con le sue molteplici referenze scientifiche (seminari, convegni scientifici nazionali e internazionali, ricerche, premi scientifici, ecc.) e pubblicati negli anni scorsi, si evince il percorso altamente culturale e profondamente scientifico di un grande scienziato, da cui emerge il carattere aperto, il continuo mettersi in gioco, la passione incommensurabile per la Scienza, la mente creativa, l’originalità di pensiero, la meticolosa genuinità, e ancora la spiccata intelligenza, l’indiscutibile onestà intellettuale, la profonda convinzione delle idee da cui deriva la sua strenua lotta con una parte del potentato accademico. Tutte note che ne evidenziano personalità avulsa dagli stereotipi, scientifici e non, con cui siamo abituati a convivere e che ci serrano ogni giorno la mente.

Ora dopo mesi di valutazione attenta e meticolosa, ad un quindicennio di distanza, Aracne Editrice ha deciso di tributare un riconoscimento speciale alla Tesi di Laurea “Studio sperimentale sulla cristallizzazione dell’acido citrico” del dott. ing. Enzo Bonacci di Latina, pubblicandola nella prestigiosa collana, di recente istituzione, Diritto di Stampa. Per chi non lo conoscesse, il “Diritto di Stampa” “… era quello che, nell’università di un tempo, veniva a meritare l’elaborato scritto di uno studente, anzitutto la tesi di laurea, di cui fosse stata dichiarata la dignità di stampa. Le spese di edizione erano, budget permettendo, a carico dell’istituzione accademica coinvolta. Conseguenze immediate: a parte la soddisfazione personale dello studente, del relatore e del correlatore, un vantaggio per il curricolo professionale dell’autore, eventuali opportunità di carriera accademica e possibili ricadute positive d’immagine per tutti gli interessati. Università compresa …”. Sulla scia di questa tradizione, la selezione di una Tesi nell’iniziativa editoriale di Aracne è determinata “… dalla cura formale della trattazione, dalla relativa novità del tema di studio, dall’originalità del punto di vista e magari dai risultati “scientifici” della tesi: e cioè quel “vuoto” che, in via di ipotesi, si veniva a riempire in un determinato “stato dell’arte”, e dunque dal valore metodologico, anche in termini applicativi, della materia di studio e dei suoi risultati tra didattica e ricerca …”. La casa editrice sottolinea che caratteristiche del “Diritto di Stampa” sono “…la discrezionalità e l’eccezionalità…con l’ambiziosa prospettiva di contribuire alla formazione di élites intellettuali …”. Inoltre, questa collana “… prova a restituire l’immagine in movimento di un laboratorio universitario di studenti e docenti. E l’idea che alcuni dei risultati più apprezzabili, come le tesi di laurea prescelte, possano mettersi nuovamente in discussione mediante i giudizi e gli stimoli di studiosi competenti …”.

 Era il 14 giugno 1997, quando l’addetto allo sportello della Segreteria d’Ingegneria della Sapienza di Roma timbrò l’accettazione della Tesi di un laureando in Ingegneria Chimica dalla tipica aria stressata del pendolare pontino, e non poteva certo immaginare che stava registrando un’opera di cui si sarebbe parlato a lungo.

Essa trattava di una ricerca che suppliva all’allora mancanza d’informazioni sul processo di cristallizzazione in discontinuo (batch) dell’acido citrico monoidrato (CAM) in apparecchi agitati meccanicamente. Infatti, “… nel 1997, la letteratura scientifica riportava scarse informazioni sul processo di cristallizzazione, che è quello attraverso il quale si ottiene il prodotto commerciale finito. In particolare, gli studi presenti erano mirati ad indagare le cinetiche di nucleazione ed accrescimento del prodotto, ma non gli aspetti industrialmente più importanti legati alla cristallizzazione reale in apparecchi agitati meccanicamente …”.

Per quel pioneristico studio, in merito agli effetti delle principali condizioni operative sulla cristallizzazione batch del CAM in soluzioni acquose, Bonacci predispose tre cristallizzatori di volume uguale ma differenti nella geometria del fondo, ciascuno dotato di propria camicia di raffreddamento. Nel ricordo di chi lo vide in azione “… il giovane Bonacci si aggirò per diversi mesi per i Laboratori di via Eudossiana, passando da una iniziale goffaggine nelle attività manuali all’aggiustarsi da solo i guasti alle apparecchiature …”. La sua analisi riguardò gli effetti sulla qualità del prodotto di vari parametri tra cui il grado di agitazione, il tipo e le condizioni di semina. E, in particolare, il laureando individuò le combinazioni delle variabili in grado di assicurare un’elevata dimensione media ed una buona omogeneità del prodotto cristallino.

Per contestualizzare meglio il discorso, va sottolineato che “… la “scuola” di Cristallizzazione Industriale del Dipartimento di Ingegneria Chimica della Sapienza viveva allora una vivace e proficua competizione interna ed il lavoro dell’allora tesista Bonacci, impavido di fronte alle inattese e notevoli difficoltà sperimentali presentate dall’applicare le metodiche della cristallizzazione in discontinuo ad un sistema dalla fluidodinamica difficile, finì per essere uno dei banchi del confronto …”. Enzo Bonacci, in definitiva, dimostrò che la pratica industriale di utilizzare cristallizzatori a fondo tondo o conico e di scartare quelli a fondo piano era pienamente fondata, oltre che su considerazioni di resistenza meccanica, anche per la fluidodinamica del processo che egli riuscì a riprodurre in dettaglio tramite il Visimix, un software ancora in uso presso le università. Scoprì anche che l’inseminazione ha sempre un effetto positivo e che, tra le diverse tipologie di semina, quella leggera risulta migliore di quella pesante. Stabilì, quindi, che la temperatura migliore per “seminare” i germi cristallini è proprio a ridosso della temperatura di nucleazione spontanea.

La foto immortala il momento esatto della divulgazione di tali scoperte da parte di un Bonacci che sorprese i presenti, i quali lo ricordano così “… ansioso e perfezionista nel quotidiano del lavoro, il nostro candidato fu non solo esauriente, ma sereno e piacevole durante la discussione della tesi …”. Egli si rese conto che la migliore agitazione è quella minima che ci assicura la sospensione dal fondo delle particelle di precipitato presenti nel cristallizzatore e calcolò le velocità di riferimento basandosi sulla correlazione dello scienziato olandese Theodorus Nicolaas Zwietering, opportunamente corretta per tener conto di geometrie diverse da quella piana. Al termine della propria esperienza laboratoriale, dopo aver imparato a scattare le splendide foto al microscopio dei cristalli che ne corredarono la Tesi, Enzo Bonacci si pose anche il problema della stesura di un programma in QBasic che simulasse tutta la gamma dei processi da lui studiati con “… la pervicacia nel voler a tutti i costi ottimizzare il software di simulazione fino alla soglia della discussione della tesi …”. Nel 1997 la questione non era ancora stata risolta poiché l’acido citrico è una sostanza con fortissima tendenza all’agglomerazione e tutti i programmi di simulazione, sino a quel momento proposti, non riuscivano a tenerne conto, prevedendo una percentuale di particelle fini regolarmente sovrastimata. I brillanti accorgimenti che introdusse nell’architettura informatica di programmi preesistenti ma inefficaci, poiché tarati sul solfato di potassio, per valorizzare il fenomeno di agglomerazione del CAM permisero buone previsioni per le distribuzioni granulometriche.

 Enzo Bonacci lasciò in eredità, caricato sui computer dei laboratori di San Pietro in Vincoli a Roma, un valido strumento di calcolo a disposizione degli studenti che ne seguirono le orme cimentandosi in successivi esperimenti di cristallizzazione dell’acido citrico.

I risultati contenuti nella sua Tesi di laurea hanno segnato un sostanziale progresso in un ramo dell’Ingegneria Chimica oggi ampiamente rivalutato, come dimostrano l’intervento di Enzo Bonacci sul tema al 96° Congresso della Società Italiana di Fisica nel 2010 (Atti con 5594 Va-C-2), la sua coinvolgente relazione su invito all’Anno Internazionale della Chimica nel 2011, la sua menzione d’onore alla cerimonia del Premio Sapio Industria 2011 e l’assegnazione alla sua persona del XV Premio Internazionale Magna Grecia 2012.

La presentazione del libro è di Barbara Mazzarotta, professore ordinario di Impianti Chimici alla Sapienza e relatrice della Tesi, la quale riscontra con piacere come la sostanza della ricerca “… non abbia sofferto del trascorrere del tempo, ed abbia mantenuto una sua attualità e freschezza”.

La prefazione, invece, è a cura di Marco Bravi, professore associato alla medesima cattedra, i cui studi sull’acido citrico di quegli anni fornirono alcuni dati necessari ad Enzo Bonacci per completare il proprio lavoro e che oggi si compiace “… di vedere rinnovato il fasto di una felice pubblicazione …”. Il volume arricchisce la grande storia dell’Ingegneria Chimica Italiana con 120 pagine dense di risultati originali e può essere citato come riferimento bibliografico nel seguente modo: Enzo Bonacci, Studio sperimentale sulla cristallizzazione dell’acido citrico, Vol. 40, collana “Diritto di Stampa”, Area 09 (Ingegneria industriale e dell’informazione), Aracne Editrice, Roma, 2013, codice ISBN 978-88-548-5767-4.

Ricordiamo, a tale proposito che, sempre con Aracne, casa editrice che si distingue nel panorama scientifico nazionale per la qualità delle opere messe in commercio, Enzo Bonacci aveva già pubblicato i libri Estensione della Relatività di Einstein (Volume n. 42 della collana “Physical Sciences”), Beyond Relativity (Volume n. 43 della collana “Physical Sciences”) e Consequences of binomial expansion’s unexplored properties on Fermat’s triples and Cosine Law at the 5ecm in Amsterdam (Volume n. 121 della collana “Mathematical and Computer Sciences”).

Francesco Giuliano

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