DUE NOTE                                                     di Giorgio Maulucci

“Due note” è una canzone che cantava Mina, in una delle tante sigle delle sue trasmissioni televisive. Quelle proposte ai lettori sono due note di stretta attualità, per meglio dire, due amare riflessioni su un Italia oramai in costante naufragio, preda di malfattori politici, in primis grillini e company, della ignoranza e molto scarsa lungimiranza. Se almeno i nostri politici leggessero e studiassero i classici! Diciamo di Benedetto Croce, il capitolo “L’unificazione della potenza germanica e il cangiamento dello spirito pubblico europeo (1870) “ in “Storia d’Europa nel secolo decimo nono” , pubblicato nel 1932.

 

PADRE NOSTRO CHE IN CIELO SEI possibilmente, liberaci dai debiti (le tasse), ne abbiamo tanti ma, soprattutto, liberaci dai mali, tanti, in primo luogo da loro, dal Bestione e dalla Urbis Virgo, pregandoti fervidamente di ricacciarla in una Malagrotta, tenerla a pane e polvere di stelle e non se ne parli più. E quell’altro imbecille di dubbia buona fede (Buonafede egli si noma) con cinquestelle di latta stampate in fronte, a che titolo lo si lascia libero in politica e in tv ? L’altra sera (81/2) perfino Lilì Perbén è inorridita nel dover constatare la imbecillità e maleducazione di quello, non parliamo della cialtroneria, incompetenza ed ignoranza. Padre nostro, non punirci più di tanto e in con-tanti. Liberaci dal Malfattore e i suoi accoliti DM e DB. Libera l’Italia dalla nuova peste. Dagli agli untori, monatti, spargitori di pestilenziali proclami, assiomi e cazzate (perdona me che so quel che dico). Che tu sia ringraziato per il miracolo in terra di Giustizia: era ora che pure i magistrati inerti fossero perseguiti. Ci voleva l’assassinio di quella donna sventurata, inascoltata e sottovalutata per avere infinite volte segnalato le violenze subite dal suo assassino etc. Un miracolo rivelatore di una triste evidenza, che in Italia pure la Giustizia è ritardata, infingarda, effimera e grottesca. Padre nostro, liberaci dal male di una mala giustizia come quella invocata in nome di una pusillanime pietà per il mafioso dei mafiosi al secolo Riina. Di un malgoverno come quello di una demente ed ignorantissima Pulzella d’Oltranza, in Roma, che oppone resistenza ed irraggia strali alla superiore autorità sull’accoglienza istituendo la pena Capitale per i nuovi “barbari” invasori. Infine, rimetti i debiti di chi uccide al medesimo come questi li rimette ai suoi debitori, per legittima difesa. In buona sostanza, perdona chi è costretto a difendersi con armi improprie non potendo confidare nelle armi appropriate della giustizia degli uomini.

“Padre Nostro che sei nei cieli /Restaci /E noi resteremo sulla terra /che qualche volta è così attraente /coi suoi misteri…../Con le spaventose sventure del mondo….Con i padroni di questo mondo / I padroni con i loro pretoni gli spioni e marmittoni…/ Con la paglia della miseria che imputridisce nell’acciaio /dei cannoni” (J. Prévert).

 

INNO ALLA GIOIA

Ma sarà vero? Gli italiani si saranno,finalmente, resi conto della cialtroneria e del pericolo di quegli “straccioni” ? Che non si può restare a guardare le stelle? Dai risultati delle elezioni comunali, pare di sì e così sia. Come molti sanno, i versi scelti da Beethoven per la nona Sinfonia nonché dell’inno europeistico sono estrapolati dalla “Ode alla gioia” di Schiller. Uno di essi recita: “i prìncipi sono mendicanti” che vale “i mendicanti diverranno fratelli di prìncipi” da cui si deduce che il concetto non è proprio quello della gioia (Freude) bensì quello della libertà (Freiheit). Beethoven accoglie quello della gioia, meno vistosamente politico (protesta sociale).Quindi, anziché “Bettler werden Furstenbruder” (I mendicanti diventano signori/prìncipi), opta per “Alle Menchen werden Bruder” (Tutti gli uomini diventano fratelli). Ci permettiamo di leggere pro domo nostra il verso anche per uno sfogo liberatorio. Nel nostro caso e per fortuna, i “mendicanti” (gli straccioni grillini) non sono diventati politicamente “prìncipi” avendo avuto quel benservito che, personalmente, avevamo auspicato fin dalla loro prima, funesta apparizione. Che, finalmente, gli italiani, vivaddio, rinsaviranno e diventeranno “fratelli d’Europa” e non “Fratelli d’Italia”? Magari buttando via le cocce di un melone ? Ci chiediamo se i grillini abbiano mai ascoltato per intero e dal vivo, in un concerto, la IX Sinfonia di Beethoven, sarebbe istruttiva. E’ pacifico che non la capirebbero: la loro musica è fracassona, da grancassa. (gmaul)

 

 

 

 

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