Gian Luca Di Cocco su Latina Ambiente

Manca poco al 1° gennaio, al grande passaggio dalla defunta Latina Ambiente, alla neonata ABC, tutto quello che ne consegue, interrogazione di Gasparri, situazione precari della discarica di Montello, e poi chi “vivrà vedrà”

A giorni si capirà tutto, Latina però, ha ancora il problema grave e irrisolto della “raccolta dei rifiuti” con la futura e imminente entrata in vigore il prossimo anno appunto dell’azienda speciale ABC, o per meglio dire, l’incertezza di avere percentuali di raccolte adeguate e smaltimento, con tecniche un pochino nebulose.

Un azienda quella di ABC, che continuiamo a sentire parlare da parte dell’amministrazione comunale come la svolta a tutti i mali e a cui si vuole applicare in corso d’opera, ulteriori progettualità.

Ad esempio quella delle compostiera di comunità, navigando però a vista, senza una strategia armonica, figli di una politica strumentale e propagandistica del governatore Zingaretti, impegnato nella difficile rielezione alla Pisana.

Vorremmo indagare, capire e scuotere dal torpore che ormai contraddistingue l’assessore all’Ambiente del Comune di Latina Roberto Lessio, nel comprendere come egli riesca a legare una raccolta differenziata ai minimi storici, con un progetto sperimentale appunto, come quello delle compostiere di comunità, che trasforma la Forsu, cioè l’umido, in fertilizzante da riutilizzare in agricoltura per un modello virtuoso, che dovrebbe a prescindere cominciare da un’ottima percentuale di raccolta differenziata, prendendo come esempio la piccola (in senso demografico) e rispettosa comunità di Bassiano?

A metà ottobre il Comune di Latina ha aderito a un progetto rispondendo a un bando ad hoc regionale con capofila il Comune di Pontinia (insieme a Sermoneta, Aprilia e Sabaudia) guardando appunto, al felice modello di Bassiano.

Rammento amo che Bassiano è una comunità di 1000 anime, un centro dotato di una grande civiltà culturale come è tipico dei piccoli centri, dove la rivoluzione ambientale è diventata concreta nel tempo grazie a un’azione comune seppure tra inevitabili piccole difficoltà: credere di impostare il modello culturale di una realtà come Bassiano importandolo a un centro di 130mila abitanti che ha un’area di chilometriquadrati superiore due volte e mezzo anche a Napoli, appartiene a una preghiera tipicamente natalizia, sperando che si materializzi come un dono di Babbo Natale sotto l’albero.

Ancora una volta questa amministrazione si distingue per originalità: si parla di compostiere di comunità senza immaginare quale potrebbe essere l’azione in un territorio vasto come quello di Latina, come se il capoluogo pontino potesse essere equiparato anche a piccoli centri come Sermoneta e Pontinia, che sono confinanti.

Se a Bassiano odori sgradevoli e derive della raccolta differenziata vengono contenuti per via di un ambiente aperto, montano e per la minima parte di rifiuti prodotta da una comunità numericamente ridotta, a Latina un discorso del genere non sarebbe fallato già in partenza? : non solo per un fattore culturale per via del numero di residenti, ma anche per la grandezza delle compostiere: dove andrebbero collocate?

Saranno salvaguardate la salute e l’ambiente? Chi le gestirà? Verranno creati ad hoc i soliti carrozzoni politici visto che la matrice è quella?

Sarebbe interessante avere oggi queste risposte, e non domani, ma sappiamo che non vi saranno, testimonianza di una politica ambientale comunale (e regionale) gestita con spot politici. Prima l’assessorato pensasse a organizzare la macchina dell’ABC per un’adeguata raccolta differenziata e poi alla trasformazione dei rifiuti per un circolo virtuoso, ma con esempi calzanti e pertinenti non adeguandosi a una strategia propagandistica e strumentale che sul territorio latinense non porterà a nulla di concreto.

Vorremmo ricordare che Latina è capoluogo di provincia, la seconda città del Lazio, ridiamogli  importanza,  rispetto e visto che ci siamo quella centralità che merita e non essere sempre gregari e mai… Capofila

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