IL DADAISMO: L’ARTE DI DISTRUGGERE L’ARTE

Movimento artistico d’avanguardia. Al primo dada (Zurigo 1915-1919) parteciparono intellettuali di diversa estrazione: poeti, critici, pittori, i quali si trovarono uniti nel rifiutare ogni valore e modello della cultura tradizionale.Il 5 febbraio 1916 il regista teatrale H. Ball fondò a Zurigo il cabaret Voltaire (di qui la data ufficiale dell’inizio del movimento), dove E. Henning, T. Tzara, H. Arp, M. Janco, R. Huelsembeck e H. Richter furono i protagonisti di serate dedicate all’arte russa e francese, a canzoni, danze, poemi simultanei.

Il termine dada fu trovato per caso, forse sfogliando un dizionario francese (dada è un’ espressione usata per giocattolo); Tzara disse: “Dada non significa nulla. Dada è un prodotto della bocca”.

Al rifiuto di ogni atteggiamento razionalistico si accompagnava la dissacrante negazione di forme e significati. Gli artisti dada pubblicarono le riviste “Cabaret Voltaire” e “Dada”, e realizzarono dipinti, collages, poesie astratte e poemi.

Nel 1918 si aggiunsero al gruppo V. Eggeling e F. Picabia il quale ultimo, dopo aver creato il dada di barcellona con A. Gleizes e A. Cravan, stabilì un tramite diretto con il dadaismo americano. Il dadaismo a New York (iniziato pressochè in parallelo allo zurighese) fu introdotto da M. Duchamp, dallo stesso Picabia e da Man Ray, coi quali collaborò il fotografo A. Stieglitz; la loro attività fu caratterizzata dal principio della casualità e dell’introduzione di un nuovo valore a oggetti trovati, decontestualizzati, come i readymade di Duchamp: Ruota di bicicletta (1913), Scolabottiglie (1914), Fontana (1917).

Se Man Ray si dedicava alla pittura e alla fotografia, Picabia inseguiva dipinti meccanomorfici. Duchamp tendeva a sottolineare con radicalità, con i suoi “oggetti rifatti”, la preminente componente mentale e concettuale del fare artistico.

In Europa sorsero i gruppi del dada a Berlino (1918-1923) con R. Huelsembeck, R Hausmann, J. Baader, J. Heartfield, G. Grosz, O. Dix, H. Hock, i quali portarono nelle loro opere (dipinti, spettacoli, fotomontaggi e scritti) il segno di una vigorosa protesta politica contro i residui di idee e di comportamenti borghesi e nazionalisti nell’appena nata repubblica di Weimar.

Il dada di Hannover fu rappresentato da K. Schwitters; quello di Colonia da M. Ernst, H. Arp e J. Baargeld. Molti dadaisti di Berlino la via del verismo; Schwitters, pur rimanendo sempre una figura piùttosto autonoma si avvicinò al Bauhaus, mentre Ernst confluì nel surrealismo, come i dadaisti francesi.

Grande importanza ha avuto la ripresa dada a partire dai secondi anni ’50: al neodada sono riconducibili, tra gli altri, R. Rauschemberg, J, Johns, L. Nevelson negli Stati Uniti; Arman, Christo, D. Spoerri e in generale i Noveaux Réalistes in Francia; E. Baj e M. Rotella in Italia

 

Guglielmo Guidi

Storico d’arte.

 

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