Il futuro ha un cuore antico


Il 13, in consiglio con la presentazione della nuova giunta, l’amministrazione Gervasi parte per la sua avventura con un consenso popolare indiscusso che solo pochi voti hanno impedito di tagliare il traguardo al primo round. Ho letto da qualche parte ma non ricordo dove che quando una nuova generazione va al comando è perché è il popolo che cambia, che non basta vincere e che il compiti più arduo è convincere di avare meritato la fiducia accordata. L’immagine che mi viene spontanea è quella di un filo teso tra due pilastri, il passato e il futuro con l’acrobata che inizia la sua traversata ondeggiando per prendere le misure in primo luogo al vento che tira e noi giù col fiato sospeso a sperare che il tentativo riesca perché la città ha attraversato un declino da cui bisogna risalire per noi,figli e nipoti, per le future generazioni. Del passato, uno dei pilastri da cui si parte, non è tutto da cancellare e bisogna stare attenti, come si suol dire, a non buttare il bambino insieme all’acqua sporca. Non ripetere il peccato mortale delle amministrazioni di destra quando al loro avvento si sono connotate da talebane per cancellare il passato. Due esempi per tutti quando si sono perse due iniziative d’oro che non costavano una lira ai cittadini: a)I piani Life, circa un miliardo all’anno di fondi UE per la tutela della fascia costiera, iniziando col ripascimento contro l’erosione e le passerelle al mare per disciplinare i flussi, impresa che ci vide primo comune in Italia a beneficiarne, grazie all’impegno di Ialongo di concerto col Ministero dell’Agricoltura; b) la piscina olimpica, l’area e 10 miliardi gratuiti( metà della Marina e metà del Coni) interessando per fronteggiare l’onerosa gestione l’INAIL interessato ad un punto d’appoggio per i suoi assistiti tra due presidi di qualità come l’ICOT e l’Istituto di Selvapiana, come dire lavoro per la città per tutto l’anno. Un solo difetto, ci avevo lavorato per circa 10 anni e non valse il mio monito in comizio registrato:” La DC è tramontata, la gente sarà grata a chi taglierà il nastro, approfittatene per il bene della città!” Sono solo due esempi di libidine di comando dimenticando che il criterio di giudizio che deve prevalere è il bene comune. Bastano questi due riferimenti per richiamare un concetto poetico, leopardiano tra tanti altri autori, e precisamente “che il futuro ha un cuore antico” ed uno politico di un maestro come Luigi Sturzo :”Il programma prima si vive e poi si scrive altrimenti rimane lettera morta”. Con questo spirito il nostro è un sincero in bocca al lupo.

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