LA BUONA SANITA’

Un antico proverbio o detto popolare suonava: ”Chi ha la sanità è ricco e non lo sa”! Nell’immaginario popolare e collettivo la salute è un bene prezioso e perciò va preservato. Altrettanto dovrebbe esserlo la Sanità pubblica ovvero la ASL la quale, invece, dissipa la propria ricchezza ovvero le eccellenze di cui dispone. A riguardo, dunque, il detto è vero e falso ad un tempo: vero per potere l’Azienda vantare ancora delle eccellenze, falso per le molteplici difformità, inadempienze o mostruosità di vario genere (scandali compresi) che la contraddistinguono. A distanza di due giorni (11 , 13 maggio), a Latina, si sono succedute due importanti manifestazioni a comprovare l’efficienza e l’efficacia della Sanità. Presso la Palazzina dell’Ospedale “Goretti”, il Commissario straordinario della Asl, Dott. Giorgio Casati, ha tenuto banco con una ampia dissertazione sui “Percorsi di diagnosi e cura” secondo il modello dell’Azienda adducendo motivazioni, esempi confortanti circa l’assistenza, le domande e le risposte in merito al problema sanitario. Con il riferimento d’obbligo alla prevenzione e cura dei tumori al seno e al Dott. Fabio Ricci, coordinatore e moderatore dell’incontro-convegno. Riconosciuto indubbiamente come una delle eccellenze nel campo non solo per la sua comprovata e riconosciuta professionalità ma anche per l’opera di divulgazione, “didattica” che da anni conduce in loco, in Italia e all’estero. “Didattica” nel senso che Ricci si è inventato un programma scientifico-divulgativo assai interessante ed accattivante: utilizzare diapositive di celebri dipinti d’autore con la donna (e il seno) al centro di essi. Non solo, ma anche per l’istituzione della Breast Unity ossia del controllo preventivo (“sentinella”) del tumore alla mammella che, fino ad oggi, ha consentito di accertare il 20% di possibilità in più di sopravvivenza. La campagna condotta dal Dott. Ricci circa la prevenzione del tumore e la “protezione” della donna dal male eufemisticamente detto incurabile può ben dirsi a tutto campo. Un male che nella sua spesso subdola oscurità non deve essere assolutamente oscurato dalla noncuranza o dai ritardi nel prevenirlo. Un percorso formativo,dunque, quello del Dott. Ricci avviato diversi anni or sono e seguito da centinaia e centinaia di donne incoraggiate dalla fiducia ed umanità del loro “archimandrita”, un “pastore” della psiche femminile, attentissimo al fattore psicologico. Affettuosamente e non senza cognizione di causa, lo abbiamo definito “il chirurgo che ama tutte le donne” avendone egli sposato la loro in-giusta causa (il tumore). La sua passione e dedizione è stata più volte sottolineata dal Dott. Casati nonché testimoniata dalle tantissime donne di ogni età che hanno vissuto con e grazie a lui un’esperienza umana e clinica importante, paradossalmente meravigliosa.

In parallelo, sabato 13 maggio, nella sala De Pasquale del Comune, si è avuto un incontro di alta qualità scientifica con effetti divulgativi e chiarificatori notevoli grazie alla prestigiosa presenza del Dott. Massimo Gion, introdotto dal Sindaco Damiano Coletta, presentato dal Dott. Alessandro Rossi Presidente della LILT di Latina, affiancato dal coordinatore regionale LILT, A. Cecconi, dal Prof. Della Rocca, delegato del Magnifico rettore Gaudio (Sapienza Roma) per Università Polo Pontino, facoltà di Medicina, last but not least dalla brillante giornalista Licia Pastore che ha introdotto i vari interventi contrappuntati da alcune sue riflessioni e risposte sulla congruenza-incongruenza della stampa in merito alle questioni medico sanitarie. Quella del Dott. Gion è stata una esaustiva e calzante lezione di etica comportamentale e professionale oltre che di alto spessore culturale sulla insensata o inadeguata prescrizione di analisi ed esami clinici vari, specie per i sospetti tumori al seno o alla prostata. Esami spesso causa di disagi o traumi psicologici nonché di dispendio nella spessa pubblica qaundo essi vengono prescritti ed eseguiti in maniera impropria. La “inappropriatezza” è stato il filo conduttore della lezione-relazione incentrata sui “Marcatori circolanti il oncologia. Guida all’uso clinico appropriato”. Tra il pubblico, il Dott. Ricci anch’egli solerte “attivista” della LILT (che può vantare una R al quadrato!). Diversi il tono e la valenza dei due incontri, il secondo a livello nazionale e di grande respiro culturale e scientifico grazie alla personalità e allo spessore del Dott. Gion, abile performer oltre che padronissimo della materia. Qualità che hanno reso un discorso benché complesso e di per sé riservato agli addetti ai lavori, assolutamente fruibile anche ai non addetti risultando chiaro e persuasivo, obiettivo ed essenziale circa le conclamate magagne o difformità della pubblica sanità . Chiaro e distinto cioè cartesiano è stato evidenziato il concetto di “appropriatezza” ed del suo contrario, leit motiv dell’esposizione, nei termini di una adeguata, responsabile ed appropriata, appunto, valutazione sia in campo diagnostico sia terapeutico. In entrambi i campi, incontestabilmente, necessitano strutture e strumentazioni a tutt’oggi insufficienti per le quali, secondo un calcolo di previsione, entro il 2025 dovrebbero essere reperiti cinque miliardi di euro per un buon servizio sanitario: otto anni sono davvero irrisori per una tale copertura economica. Se si tiene conto che si registrano 360.000 casi all’anno di tumori alla mammella, 12-13 milioni di controlli, si ricava che l’onere di spesa è pressoché insostenibile. Di qui la lungimiranza nonché responsabilità di limitare le prescrizioni-effettuazioni degli esami o controlli clinici, concomitantemente, di controllare la appropriatezza ossia la convenienza degli stessi. E’ sembrato, questo, un chiaro appello alla buona sanità. Si dovrebbe mirare, infatti, ad una medicina basata sulla evidenza e non sul “pressappoco”; mirare a distinguere quando si interviene in maniera impropria, per eccesso o per difetto. Ci è piaciuta l’osservazione critica circa l’“attitudine post illuministica”, se sia meglio fare molto o fare poco: non è questo un giusto orientamento scientifico ha opportunamente lasciato intendere Gion. E’ senz’altro meglio evitare i sovradosaggi per evitare di fornire risultati alterati, positivi o negativi che siano. Il PSA “negativo”, ad esempio, non è detto che lo sia in assoluto e così pure il tumore al seno. Di fatto, il Biomarcatore utilizzato in maniera impropria per eccesso può risultare inattendibile con ricadute psicologiche dannose per i pazienti colpiti dal cancro. Risultano mediamente 500.000 persone “marcate” impropriamente positive –cifre del genere, sottolinea Gion, statisticamente sono delle “epidemie”- con la conseguenza spesso devastante di angosce psicologiche. La lezione-dissertazione tenuta dall’illustre, pluripremiato Dott. Gion –Primario Laboratorio Analisi Ospedale di Venezia, Premio internazionale prevenzione tumori- può ritenersi un’occasione di “conoscenza” senz’altro preziosa per la città. Un fiore all’occhiello della LILT locale e del suo Presidente, di quella provinciale e nazionale. Un prestigioso accadimento culturale a conferma della regola che la cultura, umanisticamente intesa, permea di sé il vivere civile poiché coinvolge per intero l’uomo ossia il cittadino. Massimo Gion, ai nostri occhi, si è configurato come un vero umanista, “classico” nello stile e nell’elegante eloquio, “scientifico” nel pensiero, moderno e oltremodo convincente ed avvincente nell’ascolto. Tutti in linea con la “appropriatezza” –appropriati e puntuali- gli interventi seguiti al termine della brillante performance (ci si consenta il termine, anch’esso appropriato); meritatissimi gli elogi al relatore espressi dagli intervenuti e il plauso tributato dal numeroso, attentissimo pubblico.

                                                                                                         Giorgio Maulucci

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