LA CADUTA DEGLI DEI    di Giorgio Maulucci

Metti, un pomeriggio,al Circolo cittadino….Un incontro interessante e costruttivo nonostante il PD ! I relatori, On.le Rosato,E.Forte, A. Cozzolino sono stati misurati e convincenti. Più o meno o per niente,comunque, nonostante la mia personale resistenza,diffidenza o rifiuto alla/della chiacchiera generalizzata,politica e non,un dato è certo:almeno questi ragionano,le argomentazioni addotte potranno essere artificiose,surreali o parzialmente dimostrabili/attendibili ma non sono cazzate o sfacciate turlupinature sotto le stelle. Salutandolo,alla fine, mi sono complimentato con Rosato per aver trovato piacevole e rassicurante il suo eloquio affabulatorio,a tratti ironico, assai diverso da quello irritante di Renzi. Gli ho anche detto che non si può mandare in giro -in televisione- una Fedeli, ministeriale di scuola, a snocciolare un mare di insulsaggini e minestre riscaldate del tipo che quest’anno, quale miracolo!, dal primo giorno di scuola gli alunni avranno tutti gli insegnanti. Ma davvero? Una litania che ho sentito ripetere per anni, puntualmente,ogni anno, pure dalla più disastrosa e inconcludente minestrosa di tutti i minestroni, Signora Gelmini,stella di non poche calamità scolastiche. Ma la Fedeli da quale teatro delle marionette è uscita? Sembra la controfigura femminile di Mangiafuoco o la peggiore copia di Milva la rossa. La malinconia è che il Monasterio non si pone ancora il problema di superare l’assurdo anacronismo culturale in cui versa la scuola italiana cullandosi nella grande illusione dell’avanzamento tecnologico,digitale e/o digitalizzato,della scuola lavoro cioè disoccupazione,licei vagamente europei, sportivi, alimentari e quant’altro. Non parliamo dell’altra insulsaggine, i test-prove attitudinali INVALSI,un’altra delle storiche inutilità di una scuola presuntuosamente moderna. Dove ancora non già l’insegnamento,ma la presa di coscienza che nel XXI secolo il Novecento è davvero un paese straniero,popolato da autori e contenuti moderni “prei-storici” cioè classici. Insomma,non si è ancora realizzato che è una questione di metodo e di impostazione non certo di feeling con le pur importanti innovazioni. Inutili in un contesto scolastico ancorato ad una malintesa tradizione,che si ostina a fare della inutile letteratura in senso lato. Che le ultimissime, assai consumistiche tecnologie avanzate sono l’ ulteriore dimostrazione della mancanza di idee e volontà per un serio rinnovamento dell’assetto od ordinamento scolastico. Pezze a colori che valgono solo a mascherare l’inerzia e, per favore o pietà, l’ignoranza politica di una Italia sempre più vecchia. L’iphon in classe? Una boiata pazzesca,la conferma di una scuola con la q, che scambia la modernità col consumismo. Che paese è questo?

“Non c’è il minimo dubbio, è palese / che le cose non vanno bene in questo Paese./Benchè tiriamo in qualche modo avanti, / è forse il tempo –come pensano tanti- /di far venire un Gran Riformatore.// Ma qualcosa è d’ostacolo all’impresa:/ questi Riformatori hanno pretesa / di fare grandi storie di ciascuna /cosa (poterne fare a meno, che fortuna!)./ Sopra questioni di nessun valore /fanno indagini, lunghe inquisizioni,/piani di radicali modificazioni,/ e d’attuarli senza remora hanno cura”: Sono versi di

                                          Costantino Kavafis (In una grande colonia greca, 2000 a.C., 1928)

Pensiero e versi perfetti per la nostra Italia.. Al momento del voto che fare? Per i grilli come per le zanzare (a proposito: forza, Taormina, è il tuo momento! Sei l’unico leone tra tante tigri mignotte e assassine!) auspico una disinfestazione micidiale che possa sterminarli a tappeto tutti. Per Berlusconi, una ibernazione o imbalsamazione alla stregua di Padre Pio. Per Salvini, l’internamento in un bagno o cesso penale. Di Maio lo vedrei spedito dritto in Malebolge. A Minniti e Gentiloni riserverei un salvifico Purgatorio,tutt’al più il cielo dantesco della luna (spiriti mancanti). Renzi potrebbe surrogare Jerry Lewis, e finalmente si acquieterebbe .Che dire, poi,del’approvazione della legge sul reato della apologia del fascismo-nazismo? Ma non era già in vigore? La vecchiaia mi coglie impreparato a quest’altra eclatante novità. Certo, è paradossale e triste che si debba replicare o perfezionare una legge per riaffermare il reato di apologia di fascismo. E’ di questi giorni una scritta a caratteri cubitali sul muro perimetrale dei giardini della Prefettura: “LITTORIA E’ NERA”. Non abbiamo mai cessato di dubitarlo. Siamo certi che neanche la presunta nuova legge contribuirà a far cambiare colore a una città che ci si ostina ancora a ribattezzare Littoria. E dei nostri Colletti Verdi che farne? Destinati a dissolversi in un miserevole pulviscolo di stelle, la loro credibilità è alle stalle. Prevedo e pavento una ingloriosa caduta degli dei per avere presuntuosamente preteso di essere dei senza idee, delle “marionette” senza passione .”Marionette che passione” di Rosso di San Secondo,”Un mondo di marionette” di I. Bergman: quando si dice la cultura, il teatro! Con i predecessori, destinati alla “mangiatoia”,con loro relegati in soffitta. Saluti e baci dal Perugino (il pittore)!

 

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