L’Astronomia pontina acquista spessore internazionale grazie al prof. Enzo Bonacci

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Di Francesco Giuliano

Lo scorso anno è stato molto impegnativo per Enzo Bonacci, docente di Fisica del Liceo Scientifico “Grassi”  di Latina, che ha illustrato esperienze e progetti del Planetario “Livio Gratton” nei due importanti congressi scientifici SIF (Napoli, 17-21/9/2012) e SISFA (Roma, 27-29/9/2012). Come responsabile uscente del Planetario, questo studioso, di fama internazionale, ha descritto, infatti, il progetto GHIS “Serra nella Spazio” presso l’Università Federico II di Napoli nell’ambito del 98° Congresso della Società Italiana di Fisica (17-21 settembre 2012). La sua comunicazione, dal titolo The ESA-HSF education project GHIS in Latina, verteva sul progetto dell’ESA-Agenzia Spaziale Europea denominato “Greenhouse in Space” (ossia “Serra nello Spazio”)che fu realizzato nel 2011 a Latina dagli allievi dell’allora classe IA del Liceo “G.B. Grassi”.

Gli alunni della classe coinvolta piantarono dei semi diArabidopsis Thaliana (volgarmente detta Arabetta comune) in una mini-serra identica a quella presente a bordo della stazione spaziale orbitante ISS. Questa pianta fu scelta sia per le piccole dimensioni che per il breve ciclo vitale (circa un mese e mezzo per svilupparsi e per produrre semi) sia perché costituisce un organismo modello per la biologia molecolare e cellulare in quanto permette la creazione di mappe genetiche e ilsequenziamento del genoma. L’operazione di semina avvenne in tutte le scuole d’Europa coinvolte nel progetto e sulla stazione ISS nel medesimo giorno: il 17 febbraio 2011. A quella data, l’astronauta italiano Paolo Nespoli si collegò per augurare la buona riuscita dell’iniziativa, volta sia a studiare gli effetti dell’assenza di gravità sullo sviluppo delle piante necessarie per l’approvvigionamento alimentare durante le missioni spaziali, sia a sensibilizzare gli studenti tra i 12 ed i 14 anni sul rapporto con la natura che li nutre sia, infine, a suscitare interesse e passione verso l’Astronomia. E anche verso la Cultura, in generale. La pianta fu curata per 15 settimane all’interno del Laboratorio di Biologia del liceo ed il suo ciclo di crescita venne confrontato con lo sviluppo della pianta in orbita grazie ad aggiornamenti inviati ad intervalli regolari dalla ISS. A detta di Bonacci tale progetto fu“sorprendentemente stimolante per gli allievi”. Non solo. Gli allievi avendo conseguentemente instaurato un rapporto empatico con il loro docente ne ebbero stimoli ulteriori e benefici anche dal punto di vista dell’interesse e del rendimento scolastico (e non solo) che risultarono accresciuti. È questo uno dei tanti esempi relativi a quella “cura” della Scuola pubblica italiana, tanto bistrattata e avvilita, a cui si riferisce il regista Giuseppe Piccioni con il recentissimo bel film “Il rosso e il blu” per salvaguardare appunto questo nostro grande e fondamentale patrimonio comune che è la Scuola pubblica (per un libero approfondimento rimando alla lettura della mia recensione: http://info-italia-cinema.blogspot.it/2012/09/nel-film-il-rosso-e-il-blu-giuseppe.html ).

Sempre a settembre, presso la Facoltà di Ingegneria dell’Università di Roma “La Sapienza”, il professor Bonacci ha illustrato l’esperienza del planetario del Liceo “Grassi” “LivioGratton” nell’ambito del 32° Congresso Internazionale della SISFA – Società Italiana per la Storia della Fisica e dell’Astronomia (27-29 settembre 2012). Nel suo talk, dal titolo “The Livio Gratton planetarium in Latina (Italy), il docente ha descritto le potenzialità del Planetario di Latina con particolare riferimento alla politica di valorizzazione  manageriale,  culturale,  didattica e  scientifica portata   avanti durante il suo mandato biennale di responsabile della struttura. Quest’ultimo convegno ha generato un interesse ancor più grande perché l’intervento diBonacci, preliminare al suo commiato dalla conduzione del planetario del Liceo Grassi dopo due anni di gestione, ha messo in evidenza il fervore passionale e il substrato culturale che lo caratterizzano.

Queste due esperienze congressuali chiudono un periodo di straordinaria fioritura per l’Astronomia pontina di cui EnzoBonacci è stato protagonista assoluto come testimonia la mole delle attività realizzate, tutte ben documentate. Peccato che nella sua scuola non abbia trovato il giusto riconoscimento che merita, così come sancisce il detto “Nessuno è profeta in patria”. Ce ne fossero insegnanti come lui, la scuola italiana sarebbe ai primi posti nel mondo!

Ogni volta è un grande piacere scrivere delle iniziative scientifiche e didattiche di questo studioso, Enzo Bonacci, a cui va tributato un giusto riconoscimento nell’ancora emergente panorama culturale di Latina. Soprattutto vanno messi in risalto il suo continuo mettersi in gioco, la sua strenua lotta con una parte del potentato accademico, la sua meticolosa generosità, la sua spiccata intelligenza, la sua indiscutibile onestà intellettuale e la profonda convinzione delle sue idee.

 

 

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