Latina – Crack Midal, cinque arresti. In manette anche Paolo Barberini

Svolta clamorosa per il fallimento della Midal avvenuto due anni fa. Nella tarda mattinata, su richiesta del sostituto procuratore Raffaella Falcione e Nunzia D’Elia, il Gip Costantino De Robbio ha emesso 5 ordinanze di custodia cautelare in carcere.

Le persone arrestate sono Rosanna Izzi, presidente del consiglio d’amministrazione, Paolo Barberini amministratore delegato (fino al dicembre del 2010), Sergio Gasbarra, presidente del collegio sindacale, Ivo Lucarelli, consigliere delegato, Sandro Silenzi, revisore dei conti. Le accuse sono bancarotta fraudolenta e accesso abusivo  al credito.

La crisi della Midal scoppiò nell’estate del 2011  con la chiusura di 15 supermercati, tra Latina, Roma e Frosinone, con il marchio Sidis. In soccorso intervenne il gruppo Moneti, che detiene il marchio Sigma Prime attraverso la società “Le botteghe “. Secondo la ricostruzione della Procura dietro la crisi della “Massimo Izzi distribuzione alimentari Latina ” si nasconderebbe una colossale bancarotta fraudolenta perché tra la Midal e Le Botteghe spa avrebbero agito con un unico disegno criminoso. Da qui gli arresti avvenuti poche ore fa. Altre 12 persone sono indagate tra cui il capo della società Sigma Prime Moneti.

“Le indagini – si legge nell’ordinanza della Procura di Latina firmata del sostituto procuratore Nunzia D’Elia – hanno consentito di accertare che le distrazioni avvenivano attraverso variegate condotte: pagamenti per oltre 4 milioni di euro, eseguiti dalla MIDAL a favore di società di diritto estero, a fronte di fatture per operazioni inesistenti per prestazioni di servizi (consulenze per l’apertura di nuove sedi commerciali) mai eseguite dalle società straniere; ripetute falsificazioni dei bilanci della società fallita, artatamente “gonfiati” con l’indicazione di voci attive insussistenti per oltre 40 milioni di euro; acquisto da parte della MIDAL di immobili di proprietà di IZZI Rosanna, a prezzi più che raddoppiati rispetto ai valori di mercato, drenando così ulteriori liquidità dalla società; acquisto, da parte della MIDAL di un complesso immobiliare in Latina Scalo per un prezzo di 10 milioni di euro di proprietà di una sua controllata (COAL) che, a sua volta, ha acquistato per pari importo azioni di una società (RIZ ONE s.r.l.) che, di lì a poco, sarebbe stata anch’essa dichiarata fallita con conseguente annullamento del valore delle azioni; cessione, in prossimità del dichiarato fallimento della MIDAL, di immobili della società e di rami d’azienda di controllate con immediato successivo versamento del ricavato su conti correnti personali.

Sono state inoltre appurate condotte di bancarotta fraudolenta preferenziale, avendo la MIDAL proceduto a regolare posizioni debitorie nei confronti di taluni creditori, per oltre un milione di euro, in danno degli altri creditori della società.

Le investigazioni hanno consentito inoltre di accertare che la MIDAL, dissimulando lo stato di dissesto e poi di insolvenza, ha ottenuto ingenti finanziamenti (quasi 9 milioni di euro) da un istituto di credito ignaro di tale situazione.

Ulteriore circostanza che ha concretamente contribuito al dissesto societario è stata quella della ripetuta corresponsione, di elevatissimi compensi agli amministratori ed ai consulenti (taluni dei quali anche in evidente conflitto di interesse) per svariati milioni di euro, da parte della MIDAL, in epoca di avanzato stato di dissesto artificiosamente dissimulato attraverso la falsificazione dei bilanci. Il G.I.P. ha, infine, condiviso la prospettazione di questa Procura circa le gravi responsabilità anche del revisore contabile della società che, avallando i predetti artifizi contabili, ha contribuito così in maniera determinante alla commissione delle condotte di reato ascritte. Ne è discesa l’emissione della misura degli arresti domiciliari nei confronti dello stesso”.

Le misure cautelari sono state eseguite Tra Roma, Latina e Cisterna di Latina.

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