Latina mosaico di memorie

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Dall’Introduzione

 Sogno una città animata e vivificata dal dialogo con strade,

piazze, agorà dove la gente si trovi per capirsi e scambiarsi

i doni intellettuali e morali.

Carlo Maria Martini

 

Perché scrivere un libro che raccoglie le memorie di persone che, non nate a Latina, risiedono nel capoluogo pontino? Una domanda semplice, la cui risposta non può essere che meditata e articolata.

Le molteplici ragioni possono riguardare la ricerca di un senso di appartenenza sociale, culturale, politica ed economica ad un territorio prescelto, ad una città che, con il trascorrere del tempo, è diventata per alcuni “adottiva”.

Questa appartenenza può essere assimilata a un sentimento, a una preferenza, a un interesse collegati a una esigenza di inserimento in un gruppo sociale che consente ad ognuno di percepirsi, come facente parte di una comunità, di identificarvisi e di parteciparvi in maniera attiva e creativa.

Il “senso di appartenenza” ad una comunità, a una “rete sociale”, come atteggiamento primario e fondamentale del vivere in società per realizzare il proprio progetto di vita, sta a indicare l’insieme dei legami di una persona con altri referenti significativi: famiglia, amici, vicini, gruppi scolastici, professionali e religiosi, associazioni culturali, politiche, sportive, ricreative e altre realtà informali.

Il sentimento di appartenenza culturale, politica e religiosa è condizionato dal grado di integrazione e/o di impegno del singolo individuo nella struttura sociale della comunità nella quale ha deciso di far parte e di vivere.

Altra ragione, strettamente legata al “senso di appartenenza”, è rintracciabile nell’esigenza di costruire, insieme ad altri, una propria identità personale e collettiva che presuppone una relazione sociale realizzabile e praticabile all’interno di una comunità, di un territorio e di una città.

Il “senso di identità” personale, culturale, etnica nasce e si rinforza nella relazione con l’altro percepito sia come simile che come diverso. Pertanto la costruzione dell’identità personale rappresenta una delle condizioni fondamentali e/o una delle mete indispensabili per l’inserimento nella comunitas e nel luogo di appartenenza, in un contesto politico, economico e professionale vissuto che miri alla qualità di una vita sociale ben organizzata e regolata.

Il processo identitario, individuale e collettivo, in una specifica situazione storica, è un percorso in fieri, una costruzione continua che può essere acquisita attraverso la socializzazione fra i membri di una comunità che interagiscono con la città, con la sua storia, con le sue caratteristiche urbane, architettoniche e ambientali, con le sue strutture organizzative, con i suoi costumi e valori etici.

Secondo Jean-Marie Tjibaou, leader del movimento indipendentista di Kanak e uomo politico in Nuova Caledonia, «l’identità non ci è consegnata chiavi in mano dalla storia: tutti i giorni avvengono reinterpretazioni in funzione delle necessità degli attori nel presente».

Oggi lo sviluppo delle comunicazioni, l’accresciuta mobilità, l’accelerazione e la moltiplicazione di scambi, i contatti e le diverse forme di meticciato inducono adacquisire nuove modalità e interpretazioni dell’identità.

All’interno del Centro Socio-culturale per Anziani “Vittorio Veneto” di Latina, poiché sono numerose le persone, non nate a Latina, ma accolte dalla città in diverse epoche, fin dall’anno della fondazione, si è ritenuto opportuno raccogliere testimonianze, pensieri, riflessioni, ricordi, immagini, aneddoti… di coloro che per ragioni familiari, sociali e professionali si sono trasferiti nel capoluogo pontino.

Questo movimento volontario di popolazioni, da aree geografiche interne alla provincia e alla regione e da altre parti del territorio nazionale, ha caratterizzato Latina come città “plurale”, costituita da un insieme di etnie che hanno cercato di costruire, giorno dopo giorno, una convivenza pacifica, dove il rispetto reciproco e la diversità costituiscono la ricchezza culturale e umana della città.

Poiché gli anziani, con il loro ricco patrimonio di memoria, sono una risorsa umana, che non può essere dispersa, si è pensato, per dare un contributo alla crescita sociale e culturale della città, di dare vita alla pubblicazione Latina mosaico di memorie.

Un viaggio nel tempo dove, attraverso i racconti dei ricordi, delle emozioni, delle storie, degli aneddoti, delle avventure e disavventure, delle prime esplorazioni nella e della città, è possibile ricostruire il clima, le luci, i suoni, l’atmosfera della città che ha accolto migliaia di persone, decine di nuclei familiari diversi per provenienza, parlate dialettali, usanze culinarie, modi di vita e per differenze sociali e professionali.

Un viaggio nella memoria personale e collettiva nel luogo-città che dimostra il cammino del vivere in comunità; un affresco corale dove le piccole vicende individuali e familiari si intrecciano con la storia della città.

Scopo precipuo di questa raccolta di testimonianze dirette e di ricerca delle «immagini della città», che ognuno ha interiorizzato nella mente e nel cuore, è quello di costruire un altro tassello di identità personale e collettiva.

Agli autori del libro è stato chiesto di raccontare la loro storia: le esperienze personali e familiari, gli episodi e i ricordi di vita vissuta, riconducibili agli anni di trasferimento e ai primi anni di permanenza nella città di Latina.

Tutti i racconti restituiscono una Latina del dopoguerra, che non dimentica le sue origini, ma che, in seguito allo sviluppo edilizio e alla crescita economica, è alla ricerca di una nuova identità di città capoluogo, proiettata a costruire un profilo nuovo in sintonia con i tempi moderni.

Latina mosaico di memorie non è un libro di semplice fotografia del passato, come nostalgia di un tempo trascorso, ma un tentativo collettivo di valorizzare le diverse identità per contribuire a costruire sempre di più un forte senso di appartenenza alla comunità latinense.

Gli autori del testo hanno rievocato momenti realmente vissuti, storie vere accadute, descrivere emozioni, sensazioni e sentimenti provati nel momento dell’impatto con la nuova realtà urbana. E la città, che li ha accolti in modo diverso, ha inevitabilmente lasciato tracce profonde.

La pubblicazione di questi “ricordi della città” , può offrire alle nuove generazioni elementi di lettura e di riflessione che consentano di proiettare verso il domani la ricchezza e il patrimonio di quelle singolari esperienze di trasferimento da un luogo all’altro e di accoglienza in un’altra realtà territoriale.

Una comunità che non ha memoria e che non custodisce il suo patrimonio umano e storico, fatto di ricordi e di gesti apparentemente insignificanti, non ha futuro.

Antonio Polselli

 

 

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