L’economia pontina in ripresa (lenta)

latina

 

Una vivacità discreta, con ancora qualche ombra da recuperare: è questa la sintesi sull’economia della provincia di Latina che arriva dal tradizionale Osservatorio economico della Camera di Commercio pontina, che ha diffuso pubblici i dati Movimprese registrati alla fine dell’anno 2016.

La provincia di Latina avanza

A livello complessivo, la regione mostra una serie di dinamiche complesse, con l’area romana che mette a segno un positivo incremento del 2,08% rispetto all’anno precedente; segno più anche per il nostro territorio, che registra un incremento dell’1,32% che significa dodicesimo posto a livello nazionale, mentre la zona del viterbese mostra un bilancio di demografia imprenditoriale in rosso.

I dati sulle imprese

Andando a guardare più nel dettaglio il contesto locale,a fine 2016 si contava in provincia di Latinauno stock di imprese pari a 57.846 unità, di cui l’81,8% attive; il saldo annuale dice quindi +761 unità, risultante netta della differenza tra le 3.958 nuove imprese nate nell’anno e le 3.197 aziende che invece nello stesso periodo si sono cancellate.Importante anche la conferma della riduzione del numero di nuove procedure fallimentari aperte, che nel 2016 si sono fermate in totale a 105, con una flessione dell’11,8% e un’incidenza concentrata soprattutto nella parte finale dell’anno.

Riparte l’agricoltura

Dal punto di vista dei settori economici, salta subito agli occhi la performance di rilievo del comparto agricolo, che per la prima volta dal 2009 torna a segnalare una crescita del tessuto produttivo, grazie in particolare agli incentivi europei legati dal Piano di Sviluppo Rurale del Lazio 2014/2020, ovvero, come ricorda il portale di approfondimento economico e finanziario www.fissovariabile.it, la più grande manovra di investimento nel settore primario attiva sul territorio nazionale (e ovviamente regionale).

I settori in ripresa

Tornando all’agricoltura pontina, i segmenti più vivaci nel corso del 2016 sono stati le coltivazioni orticole e la coltivazione di alberi da frutto, mentre al contrario si registrano flessioni nel campo cerealicolo e nelle varie sezioni dell’allevamento, complessivamente in calo, in particolare per quel che attiene i bovini da latte.

L’artigianato in difficoltà

Qualche sprazzo di ottimismo arriva anche dalla manifattura, che finalmente torna in sentieri positivi dopo quattro anni di bilanci in rosso; al suo interno, però, la componente artigiana continua a perder terreno, pur rappresentando ancora la parte predominante con uno spazio superiore al 40%.Si tratta di una notizia poco positiva perché in termini relativi l’artigianato rappresenta il 18,87% dell’intero tessuto imprenditoriale della provincia di Latina, con uno stock di 9.060 imprese iscritte all’apposito albo alla fine dello scorso anno. Trend invece in espansione per l’alimentare, mentre risulta pressoché stazionaria la fabbricazione di macchinari e autoveicoli.

Il boom di imprese giovani

Chiudiamo con una nota interessante e in grado di aprire all’ottimismo: il 2016 si è infatti chiuso con 6.694 impreseunder35, attive nell’86% dei casi; si tratta di una incidenza sull’intero tessuto imprenditoriale locale vicina al 12%, che risulta più elevata sia rispetto alla mediadella regione Lazio (9,80%) che a quella dell’Italia intera (10,01%). Una motivazione di questa tendenza è da ritrovare anche nella difficoltà per i giovani di trovare sbocchi occupazionali, che potrebbe lasciare come alternativa solo l’autoimpiego.

Uno sguardo al contesto

Sul frontedella ripartizione settoriale, il maggior numero di imprese giovanilisi concentra nelle attività commerciali, che impegnano quasi un terzo degli imprenditori juniores; balzo in avanti per l’agricoltura, che conquista la seconda posizione, con oltre 800 imprese e una quota superiore al 12% del totale juniores.

 

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