Primo Levi e la Shoah

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Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario

 Negli ultimi decenni la memoria della Shoah è stata celebrata più per dovere di cronaca che per la convinta determinazione di voler fare i conti con quel tragico passato. Due motivi contingenti rischiano di eclissare definitivamente questo “sacro” dovere: il ritorno dell’antisemitismo con la sua coda avvelenata del negazionismo e il dibattito teologico sul “silenzio di Dio”. Rileggendo l’opera fondamentale di Primo Levi, Biancamaria Di Domenico si interroga sulla scrittura tormentata e intricata di un autore che non si finisce mai di imparare come si dovrebbe. Da “Se questo è un uomo” ai “Sommersi e i salvati”, dai racconti meno conosciuti alle pagine dense di un diario interminabile di esperienze di vita drammatiche e spietate, viene fuori un insegnamento categorico: la Shoah dev’essere ancora detta in tutta la sua scandalosa verità. Il racconto dei sopravvissuti è l’esile verità su cui potrà fondarsi un’etica sociale per il futuro, prima che la loro voce resti muta per sempre. La riflessione filosofica e teologica sulla violenza nella storia, sullo straniero indesiderato, sulla possibilità del perdono trova la sua ultima giustificazione nell’obbligo di “dire la Shoah” fino in fondo.

Notizie sull’autrice del libro

Biancamaria Di Domenico è docente di Lingua e Civiltà Inglese nei licei di Bologna, giornalista, traduttrice. Da anni collaboratrice del Centro Studi “Vincenzo Filippone-Thaulero” di Roseto degli Abruzzi, ha lavorato come assistente alla cattedra di “Letteratura Italiana Moderna e Contemporanea, presso il Dipartimento di Lingue dell’Università degli Studi “D’Annunzio” di Pescara, specializzandosi nell’insegnamento dell’Italiano per Stranieri. Esperta di tematiche etiche, i suoi studi si sono concentrati principalmente sui rapporti tra ricerca filosofica e pratiche socio-economiche nelle civiltà emergenti, approfondendo in particolare le opere di Amartya Sen. È membro del comitato scientifico Edizioni D’Andrea (Studi e pubblicazioni di Numismatica) per le quali ha curato la traduzione dei volumi “The papal piastra and scudo: numismaticjewelry and artisticmasterpieces” e “The Lombards’ coins of Southern Italy”. Ha pubblicato articoli e saggi per quotidiani e riviste su argomenti di politica, letteratura, economia, teologia e filosofia.

a cura di Polan 

 

 

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