Sabaudia: Presentato il libro “La Boera” di Eugenio Benetazzo

In una cornice floreale, una bella ed accogliente piazza intitolata a Ermanno Tomassetti – rinomato artista del XIX sec. -, una buona affluenza di pubblico amante della Cultura, in una fresca serata è avvenuto il lancio e la presentazione dell’inedito LA BOERA, a cura della Atlantide Editore.

Alla Dott.ssa Katya Campacci – dell’Associazione Sabaudia Culturando – l’impegno di duettare con l’Autore Eugenio Benetazzo in merito a questo avvincente testo.

Intorno alle 21,15 si dava così inizio alla serata culturale. Erano d’obbligo le citazioni ed i ringraziamenti al Comune di Sabaudia – in assenza del Sindaco Giada Gervasi, ma sostituita dall’Assessore alla Cultura – all’Associazione Sabaudia Culturando (con una nutrita rappresentanza capeggiata dalla presidente Ilaria Pallocchini) ed alla famiglia Latella promotrice di tale evento. Seguiva quindi il benvenuto da parte dell’Assessore e un breve intervento di Dario Petti, titolare della Atlantide Editore.

Iniziava così una piacevole ‘domanda e risposta’ tra la conduttrice e l’autore. Il riferimento all’emozione di vincere un simile premio veniva ben descritto dallo stesso, quale aspettativa – nascosta ma sperata – di ogni scrittore ma con il solo rammarico (come allo stesso nel tempo passato) che di vincitori ve ne sia uno solamente…quanti altri potevano meritarlo.

Si passava ad una succinta presentazione di chi è Eugenio Benetazzo, il suo percorso letterario e la collaborazione in quotidiano on-line.

Ci si addentra per gradi in alcuni particolari dell’opera, come nasce il titolo e la figura del ‘veliero’ in copertina. L’idea di stilizzare un veliero nasce da un’intuizione di Claudia Borsari e di Carlotta Coluzzi nel loro impegno di lettura, correzione ed impaginazione del testo. In effetti il romanzo prende vita proprio da un viaggio avventuroso di un paio di secoli innanzi.

Quale sia poi la capacità dell’autore di proporre e trattare di vari elementi, pur tecnici, illustrazione di luoghi, usanze ed altro, di comunità tra persone di origine diversa, esse sono frutto della totale fantasia e non nel seguire canoni obbligati.

Ciò che appare evidente nel romanzo, prosegue la Campacci, e rende il testo accattivante è che l’autore propone in uno stile molto semplice ma realistico, quelle che possono essere vere vicende umane, l’elemento femminile sempre in primo piano, unitamente al loro ‘coraggio’, oltre all’elemento sociale. Delle costanti nell’opera.

Non è che gli altri elementi che si evidenziano nella stessa siano meno importanti, quali la medicina, la moda, cenni storici inconfutabili, ecc. ma si ritiene che l’autore con i sentimenti umani abbia come tracciata una linea che sta alla base di tutta l’opera.

In definitiva appare come un affresco storico, cura nelle ambientazioni, le cadute e le rinascite – molto oculata la domanda finale inerente ‘la speranza’ che si possa intravedere – che va a concludere con sagace ed apprezzato interesse questa presentazione letteraria. Una più che piacevole serata culturale.

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