Sabaudia su “La Stampa” grazie a Mario Tozzi


Giovedì 3 Agosto La Stampa ha pubblicato un suggestivo reportage di Mario Tozzi dal titolo “L’agro pontino, c’era una volta l’Amazzonia italiana” naturalmente nella dimensione tutta italiana quasi in miniatura. Si ripercorrono le tappe più significative della bonifica non senza un filo di nostalgia per una natura incontaminata ma con vivo senso del reale, degli eccessi perpetrati e del molto che rimane da preservare soprattutto per le nuove generazioni. Ma un punto in particolare sollecita la mia riflessione ridando slancio a battaglie spesso perdute e mai abbandonate. Come introduzione alla riflessione niente di meglio che dare la parola a Tozzi:”Scendo verso la costa. Una delle spiagge più belle del Tirreno: una diecina di chilometri di sabbia bianca protetta ancora dalle dune (e viceversa aggiungerei) seppure deturpata da alcune costruzioni. Ma anche una strada che spacca quelle dune, su cui parcheggiano incredibilmente migliaia di auto: tutela e finanziamenti internazionali non vengono concessi proprio per la presenza di questa strada che potrebbe essere eliminata con un efficace sistema di navette e parcheggi all’interno.” La mia riflessione incomincia da qui perché può essere utile alla nuova amministrazione che si è dotata di alcune personalità che per competenze acquisite e riconosciute potrebbe invertire la rotta di fronte alla disastrosa eredità della destra. Volendo evitare fenomeni di rigetto dal proseguire la lettura, molto più realisticamente vorrei ricordare che con dichiarazione agli atti del consiglio comunale sull’argomento, in qualità di capogruppo DC, ribadii che la richiesta da parte nostra alla UE era non la eliminazione ma la pedonalizzazione della strada previa realizzazione, con l’aiuto anche della UE, di quelle infrastrutture alternative e relativi servizi a cui opportunamente fa riferimento Tozzi nel suo reportage. A questo punto vorrei ricordare uno dei due misfatti dell’avvento della destra a Sabaudia: l’aver perduto i fondi europei (circa un miliardo all’anno a tutela della costa e delle dune) ben sapendo che sarebbe arrivato il momento della scelta. Invece di aprire una trattativa nella direzione da me indicata, la paura, pessima consigliera, portò la maggioranza del consiglio a rompere con l’Europa mettendo in minoranza l’allora sindaco Bellassai, che più volte negli anni successivi mi ha espresso un sincero rammarico per l’accaduto. Non mancò il bis di quella sciagurata scelta e fu quando fu perduta una piscina olimpica di 10 miliardi senza oneri da parte del comune, solo da appaltare e che avrebbe consentito al centro storico lavoro per tutto l’anno e non solo per il periodo estivo. Ultima considerazione, resuscitata dalla mole spesso dolosa degli incendi di questa estate, ed è l’estrema pericolosità del cordone di macchine senza soluzione di continuità lungo la lungomare in prossimità delle ville e del loro verde, il timore che anche un minimo incidente possa generare una miccia con conseguenze imprevedibili, stante le difficoltà d’intervento dei mezzi antincendi specie in occasione di avvenimenti di animazione delle spiagge. Di qui la necessità di un impegno solidale, col Parco nazionale in testa, per tornare in Europa e disciplinare l’intera zona come auspicato dal reportage di Mari Tozzi.

Ricordo ai lettori che per una panoramica dei miei interventi c’è il blog rodolfocarelli.it

Condividi articolo